
Una rappresentanza dell’Associazione, tra cui il Presidente Luciano BIADENE ed i Vicepresidenti Livio DELFIORE, Mirko SILVESTRO hanno partecipato all’incontro annuale delle federate FIDAS del Nord Ovest (appartenenti alle regioni: Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Valle D’Aosta) a Vicoforte Mondovì il 24 ottobre 2015.
La FIDAS era presente con il Presidente Aldo OZINO CALIGARIS, il Presidente onorario Dario CRAVERO, il Vicepresidente per il Nord Ovest Alessandro BIADENE ed il Segretario Amministrativo Giovanni MUSSO.
Oggetto dell’ordine del giorno sono state le relazioni dei Presidenti delle Federate in merito alla proposta di modifiche degli articoli 12 e 13 dello statuto FIDAS, avanzate dal Consiglio Nazionale, che disciplinano l’elezione, gli adempimenti, l’eventuale rimozione e sostituzione dei Presidenti Regionali.
Al fine di arrivare preparati all’appuntamento, il 3 ottobre 2015 la Presidente Regionale Doriana NASI ha convocato il Consiglio composto dalle Federate del Piemonte per esaminare e discutere la proposta delle modifiche sopra citate.
A conclusione dei lavori, sono state deliberate le seguenti osservazioni:
Art. 12 – CONSIGLIO DI COORDINAMENTO REGIONALE
- inserire la figura del rappresentante dei giovani
- il Presidente può essere eletto anche al di fuori del Consiglio Regionale, purchè socio di una federata
- il Consiglio Direttivo Nazionale non deve conferire il mandato al Presidente Regionale, perché il medesimo viene democraticamente eletto dalle Federate
- nel contesto dell’elezione la rappresentatività delle Federate deve essere commisurata al numero delle donazioni
- perplessità in merito al cofinanziamento del Consiglio Regionale da parte delle Federate determinato dal Consiglio Direttivo Nazionale. Sarebbe auspicabile un cofinanziamento rapportato al numero delle donazioni gestito autonomamente da ogni Regione, senza creare un fondo comune
ART. 12 BIS – DURATA DELL’INCARICO DI PRESIDENTE REGIONALE
- aggiungere “e del Consiglio regionale”
- non tiene conto dell’eventualità di impedimento grave di salute e/o premorienza
- istituire la figura del Vicepresidente per la gestione temporanea ed indizione di nuove elezioni
ART. 12 TER – NOMINA DI UN DELEGATO
- (il Consiglio Direttivo Nazionale può nominare un delegato qualora presso un Consiglio Regionale si verifichino circostanze di malfunzionamento) sarebbe opportuno precisare coloro che possono segnalare le circostanze in questione
ART. 12 QUATER – COMMISSARIAMENTO
- sarebbe opportuno precisare chi può essere nominato Commissario
ART. 13 – CONFERENZA DEI PRESIDENTI REGIONALI
- il Presidente, oltre a tenere i rapporti con la Regione in tema di salute, dovrebbe anche avere un ruolo consultivo nell’adozione dei provvedimenti regionali in materia trasfusionale.
Nella stessa seduta è stato deciso all’unanimità di delegare la Presidente ad illustrare le osservazioni sopra indicate alla riunione di Vicoforte Mondovì, anche a nome delle Federate presenti.
Per tornare all’incontro di Vicoforte di Mondovì, apre i lavori il Presidente della AVAS MONREGALESE, che ringraziamo per l’accoglienza e l’ospitalità, con un saluto agli intervenuti ed introduce l’intervento del Dott. Aldo OZINO CALIGARIS Presidente FIDAS il quale fa il punto degli argomenti di attualità che riguardano la donazione del sangue:
- durante l’estate si sono rilevate criticità di autosufficienza in alcune Regioni, tra cui Puglia e Basilicata, che prima erano autosufficienti;
- a Novembre ci sarà la riunione con gli Organi competenti per il Piano Nazionale Sangue 2016;
- saranno predisposti ulteriori controlli sui punti di raccolta per ottenere o confermare l’accreditamento;
- sarà approvato il Decreto, previsto dalla Legge n. 219/2015, per disciplinare i criteri per la selezione dei donatori, modalità di raccolta degli emocomponenti, innalzamento a 70 d’età per essere donatore attivo e tariffe di scambio tra Regioni di sangue ed emocomponenti;
- la regionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale ha portato disuguaglianza di trattamento ed un aumento della spesa di circa il 30%, pertanto è necessario mettere in atto tutti gli strumenti finalizzati ad uniformare il trattamento dei donatori a livello nazionale. Tra i provvedimenti propone uno “schema tipo” unico ed immodificabile di convenzione tra le Associazioni e le Regioni, con possibilità adottare da parte di ogni Associazione degli allegati per regolamentare la gestione della donazione e raccolta.
Successivamente vengono chiamati ad esporre le loro osservazioni alla proposta di modifiche degli articoli 12 e 13 dello statuto FIDAS, avanzate dal Consiglio Nazionale, che disciplinano l’elezione, gli adempimenti, l’eventuale rimozione e sostituzione dei Presidenti Regionali i Presidenti delle Federate ed i Presidenti regionali. Dagli interventi è emerso:
- richiesta di più autonomia gestionale da parte delle Associazioni;
- quasi tutti d’accordo per uno Statuto Regionale unico per tutte le Regioni;
- no al cambiamento del nome da Consiglio Regionale a Coordinamento Regionale;
- lo Statuto Regionale non deve essere approvato dal Consiglio Nazione FIDAS, ma solo controllato;
- i Presidenti Regionali prima di confrontarsi con il Consiglio Nazionale dovrebbero confrontarsi in sede di conferenza dei Presidenti di Regionali;
- un Presidente di Federata sostiene che le modifiche allo Statuto sono questioni di lana caprina e quello che conta sono le sacche che si riescono a raccogliere in più e chiede più vicinanza da parte della FIDAS;
Interviene il Dott OZINO CALIGARIS per precisare che le modifiche allo statuto, in particolare l’uniformità di trattamento, contribuisce a raccogliere più sacche e fa un esempio per rendere meglio il concetto: i donatori che potrebbero essere stati contagiati dal “West Nile Virus” possono essere sospesi temporaneamente per 28 giorni o sottoporsi al test NAT. Se ci fosse uniformità di trattamento e tutti i donatori a rischio fossero sottoposti al test, si raccoglierebbero più sacche.
Seguono gli interventi:
- i Presidenti Regionali devono essere formati per avere la competenza necessaria per espletare l’incarico;
- occorre adottare uno strumento per fronteggiare il caso in cui un Presidente Regionale non adempie all’incarico o peggio si comporta in modo non coerente allo statuto (ora la FIDAS può radiare una Federata, ma non ha gli strumenti per sostituire un Presidente Regionale);
- diminuisce la fiducia verso la FIDAS;
- le modifiche rappresentano un nuovo fardello per le Associazioni e ledono le autonomie regionali;
- se il Presidente non funziona devono essere le Federate della Regione a cambiarlo e non il Consiglio Nazionale. Può essere sostituito dal Vice Presidente;
- non c’è accordo sul Commissariamento delle sedi Regionali;
- è indispensabile mantenere l’indipendenza delle Federate;
- la Presidente della sede regionale del Piemonte ha relazionato a nome di tutte le Federate piemontesi, esponendo le risultanze della citata riunione di Torino;
Interviene il Presidente dell’Associazione Donatori Sangue “Michelin” Sig. BIADENE Alessandro:
- si è reso necessario prevedere la figura del Presidente Regionale perché sono state istituite le Regioni con competenze nel campo sanitario. Il medesimo deve essere al servizio dell’organizzazione che rappresenta e tenere i rapporti con le istituzioni regionali.
- in Piemonte si sta vivendo un momento difficile ogni ASL agisce in modo autonomo ed autoritario con il rischio di disorientare i donatori.
- ritiene che la donazione differita sia una pratica per mascherare un malfunzionamento nella gestione dei prelievi di sangue ed ha comportato un aumento di costi;
- per la realizzazione dell’ospedale di Verduno, sovradimensionato e costruito su un terreno non idoneo, si sono trovate le risorse, mentre per il test NAT non si trovano;
- sono state finanziate campagne pubblicitarie per favorire le donazioni durante il periodo estivo, nel contempo alcuni centri di raccolta hanno ridotto i giorni di prelievo.
Seguono altre considerazioni:
- le modifiche allo statuto devono servire per renderlo più chiaro e più facilmente applicato, i dettagli possono essere disciplinati dal regolamento;
- no ad encomi ai donatori;
- responsabilizzare i Vicepresidenti nazionali di zona sul controllo delle Federate;
Interviene il Prof. Dario CRAVERO:
- la Presidenza regionale è un organo intermedio ed è stato istituito perché la gestione del servizio sanitario nazione è passato di competenza delle Regioni;
- le modifiche dello statuto sono necessarie perché in una riunione della Conferenza dei Presidenti Regionali si è riscontrato un comportamento al limite della decenza di un membro;
- è da molto tempo che si parla di modifiche allo statuto in materia di Presidenti regionali, quindi è ora di concludere. Per semplificare, considerato che lo statuto deve essere modificato dall’Assemblea, si potrebbe valutare l’opportunità di modificare solo il regolamento.
Interviene il rappresentante dei giovani:
- annuncia che Mondovì sarà la sede del meeting giovani 2016 che tratterà dei contatti tra le diverse culture e l’integrazione;
- chiede disponibilità al cambiamento.
Riprende la parola il Segretario amministrativo Giovanni MUSSO per ribadire:
- di accettare le proposte emerse dal confronto ed elaborerà un testo da sottoporre all’organo competente per l’approvazione;
- fissare un tetto massimo di spesa per l’istituto di Presidente regionale;
- la figura del commissario, non gradita alle federate, viene messa in rilievo come rara possibilità “extrema ratio” per supplire all’eventuale inefficienza del Presidente regionale;
- occorrerà armonizzare il contenuto dello statuto con le modifiche che saranno apportate;
- la FIDAS non è la badante dei Presidenti regionali, i quali devono conoscere e saper esercitare il loro ruolo in autonomia;
- da discutere dei compiti dei Vicepresidenti nazionali.
Conclude la riunione il Presidente nazionale Dott. Aldo OZZINO CALIGARIS:
- da atto che gli interventi sono stati concreti e preparati;
- siamo dei volontari ed abbiamo necessità di formazione perché abbiamo un ruolo nella sanità. Facciamo parte dei Livelli Essenziali di Assistenza come donatori di sangue;
- il Presidente regionale deve essere formato e conoscere la normativa e gli adempimenti;
- le regole devono essere scritte in modo chiaro e semplice per facilitarne l’applicazione;
- è indispensabile uniformità di trattamento, perché i donatori sono inseriti in un data base regionale;
- occorre un nuovo schema tipo di convenzione che adotti il principio che si dona “quanto e cosa serve”;
- la FIDAS mette a disposizione delle Federate gli strumenti per operare al meglio. Non deve fare la badante. Se ci sono delle criticità ci sono le figure che devono provvedere. Se non lo fanno o si dimettono o vengono sostituite;
- autonomia delle Federate “si”, ma non anarchia. Il trattamento del sangue deve essere programmato e coordinato (compito della FIDAS);
- le modifiche dello statuto devono essere approvate prima del rinnovo delle cariche.
Coloro che hanno partecipato alla riunione, grazie all’interessamento del Presidente AVAS Mondovì Mauro Benedetto nel pomeriggio hanno avuto la possibilità di visitare la suggestiva ed artistica cupola ellittica del Santuario di Vicoforte, la più grande del mondo.